Per molto tempo il valore di una persona in azienda è stato misurato principalmente dalle sue competenze tecniche. Saper utilizzare uno strumento, conoscere un linguaggio di programmazione, padroneggiare una metodologia o avere esperienza in uno specifico settore rappresentavano un vantaggio competitivo destinato a durare nel tempo.
Oggi non è più così.
La velocità con cui evolvono le tecnologie sta riducendo il ciclo di vita delle competenze. Software, framework, piattaforme e strumenti cambiano continuamente. Ciò che oggi è considerato uno standard, tra pochi anni, e in alcuni casi tra pochi mesi, potrebbe essere superato o sostituito.
Questo non significa che le competenze tecniche abbiano perso valore. Al contrario, rimangono fondamentali. Significa però che non possono più essere considerate un patrimonio permanente. Sono competenze da costruire, aggiornare e, a volte, persino mettere in discussione.
Quello che osserviamo nelle aziende è che la differenza non la fanno necessariamente le persone che sanno di più. La fanno quelle che imparano più velocemente.
Chi affronta il cambiamento con curiosità invece che con resistenza, chi è disposto a rivedere il proprio modo di lavorare e chi considera ogni nuova tecnologia come un’opportunità di crescita, sviluppa un vantaggio che è molto più difficile da superare.
In questo senso, la resilienza assume un significato diverso da quello con cui siamo abituati a utilizzarla. Non è semplicemente la capacità di resistere e ripartire, ma la capacità di adattarsi, imparare e continuare a creare valore anche quando il contesto cambia.
L’intelligenza artificiale sta rendendo tutto questo ancora più evidente. Non perché sostituirà le competenze tecniche, ma perché continuerà ad accelerare il ritmo con cui queste competenze evolvono. Chi continuerà a imparare saprà utilizzare gli strumenti di domani. Chi smetterà di farlo rischierà di rimanere legato a quelli di ieri.
Per questo crediamo che una delle competenze più importanti che un’azienda possa sviluppare non sia una competenza tecnica, ma una cultura dell’apprendimento continuo.
Le organizzazioni che cresceranno di più non saranno quelle con le persone più esperte. Saranno quelle con le persone più predisposte a imparare, sperimentare e adattarsi.
Perché, alla fine, le competenze tecniche hanno una data di scadenza.
La capacità di imparare è quella che permette di rinnovarle, ogni volta che sarà necessario.